Freelancing: quello che non vuoi sapere

Ormai sono più di 17 anni che lavoro come freelance e faccio impresa. A differenza di tanti guru improvvisati che dopo nemmeno 2 anni di attività, pensano di poter spiegare agli altri come funziona il mondo, io ho preso parecchi cetrioli…camuffati da carote e allo stesso modo ho raggiunto obiettivi importanti molto soddisfacenti. Penso di avere una certa dose di esperienza nel mondo pratico del business, per poter dare, a chi ha meno esperienza di me, qualche consiglio valido su come vivere bene, facendo il freelance. Non pretendo di avere la conoscenza universale, ma a furia di cadere e rialzarsi, qualcosa si impara.

Oggi vi parlo di alcune di quelle cose di cui si parla poco oppure, a cui non si da il giusto peso. Per facilitare gli esempi, prenderò come riferimento il settore creativo, ma la cosa è applicabile a ogni settore. Iniziamo…

Le tue competenze nel settore in cui vuoi lavorare, contano solo il 40%

Dopo tanti anni di lavoro, dopo aver incontrato centinaia di persone di successo e visto da vicino decine di attività, il quadro è abbastanza chiaro…e sappiate che la percentuale del 40% del titolo è senza alcun fondamento statistico, ma dà l’idea della questione. Farà felici i troll però.

Se vuoi essere un graphic designer, le tue competenze esecutive, sono solo una minima parte di quello che serve realmente, per arrivare ad avere soddisfazioni come freelancer. Quello che tanti trascurano, è infatti la capacità, tra le altre, di autogestione, amministrazione e promozione.

Autogestione

Sei il capo di te stesso! Ok, questa frase l’avete sentita già. Ma vi siete mai chiesti cosa voglia dire davvero?

Non c’è capo più severo che essere il proprio capo. Anche questa l’avete già sentita. In realtà io qui farei una bella parentesi. Il freelancing non è per tutti. Non tutti hanno la capacità di essere il capo di qualcuno, e in particolare di se stessi.

[Tweet ” Il freelancing non è per tutti. Non tutti hanno la capacità di essere il capo di qualcuno, e in particolare di se stessi.”]

Non è facile essere il capo di se stessi, questo perchè spesso non sappiamo come funziona il nostro subconscio e perchè facciamo, quello che facciamo. Non tutti abbiamo la stessa spinta motivazionale e quell’energia trainante che ci fa arrivare agli obiettivi prefissati.

Essere il capo di noi stessi, non vuol dire essere un tiranno, ma un leader. Dobbiamo imparare a restare motivati e focalizzati sugli obiettivi e se questo vuol dire rinunciare a qualcosa, ben venga, col sorriso sulla faccia.

A tanti freelance piace piangersi addosso che lavorano troppo, che lavorano notte e giorno e non hanno tempo per se stessi. Non avere il tempo per se stessi è segno di cattiva gestione del proprio tempo. Ovviamente può capitare di essere sovraccarichi, ma questa non deve essere la regola.

Le pause, il riposo, l’uscire fuori dalla routine, sono alcuni degli aspetti essenziali per essere dei bravi freelance e stare freschi sul pezzo.

Quando ho lavorato 2 anni fa, ad una importante campagna, ricordo di aver dormito 2 ore a notte, per 4 giorni di seguito. Nelle mie vene scorreva la RedBull, mi concedevo dei micro sonni cronometrati di 20 minuti ognuno, intorno alle 4 del mattino, per non svenire, pur di soddisfare il cliente, il cui Account non faceva altro che fare cazzate su cazzate e io dovevo mettere le pezze, mentre loro facevano i sonni tranquilli.

Immaginate in che condizioni fisiche e mentali potevo essere, man mano che il progetto avanzava e quanto poteva calare la mia produttività/creatività col passare dei giorni.

Ovviamente, oggi, per me, questi sono casi davvero rari e si fanno, in situazioni di reale emergenza. Il punto è che molti freelance, hanno questa abitudine malsana di non saper gestire il proprio tempo, usando tutto il tempo a disposizione per lavorare, senza concedersi una pausa, essenziale per ossigenare e riavviare il cervello, ricaricarlo di nuove emozioni e sensazioni, permettendogli di rigenerarsi.

Sapersi autogestire, vuol dire saper dire di no, vuol dire avere rispetto per se stessi, saper dedicare il giusto tempo al lavoro e il giusto tempo allo svago o a qualcosa che non sia solo lavoro. La mente creativa ha bisogno di essere nutrita e, un hobby, che si faccia per il puro piacere di farlo, che non abbia fini lavorativi, è una delle soluzioni migliori.

Voi che capo vorreste avere? Un tiranno? Uno che non vi fa dormire? Uno che vi carica di lavoro e non vi permette di avere del tempo per voi stessi?

Sicuramente no.

Non dimenticatevi quindi, che essere freelance, non vuol dire essere il tiranno di voi stessi. Vuol dire saper equilibrare le cose che contano nella vostra vita e ricordate, che si lavora per vivere, non si vive per lavorare.

Amministrazione

La capacità di amministrare il proprio business è fondamentale e guarda un pò, nessuno te la insegna. Ci insegnano Photoshop, ci insegnano Illustrator, ci dicono che aprire la partita iva è la peggiore cosa che tu possa fare in Italia e che non c’è lavoro, ma nessuno ci insegna come amministrare il proprio business.

Nella mia vita ho avuto varie società e ad oggi ne ho alcune. Nessuno mi ha insegnato ad amministrare le mie attività e infatti, non sono di certo il guru nell’amministrazione. Ma da quel poco che ho capito è che dovete dedicare del tempo anche a questa cosa davvero noiosa.

Capire che tipo di posizione fiscale aprire é essenziale! Ad esempio molte persone che vogliono aprire una società, partono con l’idea di aprire una società Srl, perché si ha la responsabilità limitata nel caso di “problemi”. Ma vi siete mai chiesti, quali sono poi questi grossi rischi che desiderate correre, affinché, specie all’inizio, vi serva una Srl?

Avete un giro di affari tale, da giustificare una Srl? Per avere una Srl, a detta del mio secondo commercialista, devi far girare almeno 200K euro l’anno e sapete cosa? Aveva ragione!

Quale paese si presta di più alla vostra professione? Italia? Regno Unito? Bulgaria? Cina? Emirati Arabi?

Ricordate, si parla di business e tutto parte dalla giusta scelta iniziale. Far impresa non è solo questione di saper fare il vostro lavoro, ma è anche questione di saperlo amministrare e prendere le migliori scelte possibili per l’azienda e voi stessi.

Ovviamente non tutti sono disposti a trasferirsi all’estero per iniziare un’attività redditizia. Lo capisco, e infatti non sempre è necessario farlo. Bisogna, appunto, capire, se conviene o meno, se si ha voglia o no…le scelte da fare sono tante e altrettante sono le possibilità per farlo. L’imprenditoria non è per tutti e nemmeno il freelancing.

Tanto dipende anche dallo stile di vita che volete condurre…insomma, i fattori da considerare sono davvero molti e spesso, tanti di questi, sono soggettivi.

Saper amministrare la propria realtà e prendere le scelte giuste in ogni momento, può essere decisivo per il vostro benessere personale e societario.

Come promuoversi?

“Ciao Martin, volevo aprire una società con alcuni amici perchè siamo bravi a fare i siti web. Io faccio grafica, Mario la programmazione e Mirco sa fare un pò di 3D”. – Ricevo almeno 5 messaggi del genere al mese.

Ammiro le persone che hanno deciso di mettersi in proprio, è una scelta importante e si deve essere convinti di quello che si vuole fare. Ricordate che non basta essere bravi e sopratutto, che non sempre l’essere bravi a fare qualcosa, ci apre le porte all’essere il CEO di una società…magari su carta si, ma ai fatti? Forse no.

Magari siete dei bravi web designer, ma questo non fa di voi un bravo direttore di una agenzia di web design. Magari siete bravi a insegnare, ma questo non fa di voi l’amministratore di una scuola di formazione.

Prima di aprire un’attività, ponetevi questa semplice domanda:“Se da domani avessi già la mia società o la mia partita iva, dove prendo i clienti? di cosa campo?”

Molte persone “sfuggono” a questa domanda e si concentrano sulla pietra miliare dell’aprire la propria posizione fiscale, di aprire uno studio e lavorare con gli amici ma…immaginate che tutto questo voi lo possiate avere domani, intendo davvero, domani, a poche ore da adesso.

Immaginatelo. Siete appena entrati nel vostro studio, ognuno ha la sua scrivania, ognuno le sue competenze. E ora? Che fate? Su cosa lavorate? I clienti? Chi se ne occupa?

Luigi che fa grafica, Mario fa il Php o Mirco fa il 3D? Quale è il vostro piano per acquisire nuovi contatti o clienti? Su che canali vi promuovete? Che strategie avete intenzione di usare? Avete già un giro di clienti minimo che vi possa tenere in piedi per almeno 6 mesi?

Imparare a promuoversi e acquisire nuovi clienti, richiede una nuova capacità, ed è quella del commerciale e dell’account. Figure che, presto lo vedrete da soli, saranno indispensabili se avete un’agenzia, o se siete dei freelance, capacità, che dovrete saper apprendere in pochissimo tempo.

Come vedete, si parla di business e non di favole, non ho parlato di 3D, di fotoritocco o di grafica ma della realtà, di tutto quello che si trova al di là della porta che vi si pone davanti appena aprite una posizione fiscale e rinunciate al vostro lavoro fisso.

L’amministrazione chi la segue? Dal commercialista chi ci va? Le fatture chi le emette? I clienti chi li trova? Il lavoro chi lo fa? E mentre fate il lavoro, chi fa le cose elencate prima?

Autogestione, amministrazione e promozione, sono alcune delle capacità fondamentali che dovrete acquisire, se volete fare impresa seriamente, che sia in forma societaria o da libero professionista, in qualsiasi parte del mondo.

Se siete interessati a questo genere di articoli, seguitemi in questo blog, posterò regolarmente almeno una volta a settimana.

 

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