Quanto ti spremi?

Il ruolo della passione nel mondo del lavoro

Che tu sia un freelance o un impiegato (che brutta parola, fa tanto anni ’90), il lavoro non è mai sempre divertente e rilassante. Il lavoro è lavoro e come ogni professionista, si deve fare al meglio di quello che si può.

Mica dobbiamo essere tutti freelance o imprenditori

Cito un mio carissimo amico che lavora come graphic designer e non trae nessun divertimento dal fare il freelance. Lui preferisce lavorare in un’agenzia e mettere a frutto ciò per cui ha studiato tutta la vita e quello che lo appassiona.

Infatti fare il freelance, a differenza di quello che pensano molti, non vuol dire fare il super creativo che lavora da casa. Vuol dire sopratutto fare il commerciale, l’account e tante altre cose che hanno in realtà ben poco a che fare con la creatività. Il freelancing rientra di più nella categoria dell’imprenditoria in miniatura e sicuramente, non è una cosa che potrebbe appassionare tutti.

Magari potessi fare il freelance, mi sono rotto di avere un capo

Dice spesso un’altro amico, che vorrebbe essere “libero” dal suo boss e poter fare come vuole, sognando di fare il freelance. Certo, forse gli sfugge che non si può fare proprio come ci pare ma si, se si è bravi nel gestirsi, il tempo per se stessi è sicuramente più facile da trovare.

Qualsiasi sia la tua scelta, il punto focale di tutto il discorso è che quando si lavora, lo si deve fare bene. Bene, spesso vuol dire con passione. In base alla mia esperienza, solo se lavori con passione e ci tieni a quello che fai, come se fosse tuo, allora raggiungerai risultati rilevanti e le persone si accorgeranno di te.

Certo, sembrerebbe più facile lavorare con passione quando lavori per te stesso, ma in realtà, pensate alla frase del mio amico che ho citato all’inizio. A lui non interessa fare il freelance, lui vuole lavorare per qualcuno in modo da mettere a frutto le sue abilità per far crescere la realtà in cui lavora.

Invece che cosa accade nella realtà? La maggior parte dei lavori dipendenti, finiscono per creare quel senso di fastidio e odio verso il proprio lavoro e il proprio datore di lavoro. La perenne insoddisfazione è sempre li e quanti cercano di fare davvero la differenza, invece di fare le proprie 9-18?

A questo punto, lo so, ti leggo in testa, la tua mente si sta riempiendo con mille “ma” e “però”. La verità è che la vita del freelance non è meno frustrante di quella del dipendente. Basta pensare al fatto, che a fine mese non c’è nessuno che ci paga e se non ci diamo una mossa, nessuno lo farà per noi. Spesso non abbiamo nemmeno dei colleghi con cui prendere un cafe o fare due chiacchiere e cosa peggiore di tutte, siamo il capo di noi stessi, un capo che non perdona, dal quale non puoi sfuggire, mai, è presente con te 24/7 per tutto l’anno, anche quando sei in vacanza.

Tanto vale lavorare per costruire

La cosa più bella del lavoro dipendente è che in genere, non devi pensare a trovare lavoro, devi solo pensare ad eseguire in modo eccellente quello che devi fare e a fine mese ti becchi lo stipendio. Puoi incanalare il 100% delle tue energie del dare il massimo di te e di farti notare dal capo per la tua iniziativa e magari salire di livello.

Le persone che risolvono i problemi sono le persone che vengono apprezzate di più. Le persone che fanno le loro 9 ore di lavoro al giorno, senza apportare alcun valore aggiunto, hanno già deciso la loro sorte. A nessuno serve una persona che non abbia iniziativa. L’iniziativa viene apprezzata.

Certo, mi dirai, non mi danno la possibilità di avere iniziativa. Lo so, succede e anche spesso. Il punto è che non sempre “la tua iniziativa” o il “tuo modo di avere iniziativa” combacia con le esigenze imprenditoriali dell’agenzia. Serve del tempo per capire i meccanismi e adattarsi nel modo giusto.

Per un freelance è più semplice, non devi chiedere permesso a nessuno. Se hai la passione nelle tue vene, ogni mattina non vedi l’ora di creare e costruire, aggiungendo un tassello per volta alla tua idea. La passione è ciò che ci dovrebbe guidare perchè ci permette di sentire l’emozione nel raggiungere certi risultati. Questo vale anche per il lavoro dipendente, dove in teoria fai parte di un team, di una macchina più grande di te e hai la possibilità di accedere a risorse alle quali spesso, da solo, da freelance, non potresti.

Parliamo ovviamente di un mondo del lavoro nel quale il capo di turno sia una persona intelligente e che abbia rispetto verso il lavoratore ma non credere, gli stessi problemi, in forme diverse, le abbiamo anche noi freelance. Non esiste la situazione ideale al 100%.

Che tu senta di essere fatto per il lavoro dipendente o per il freelancing, ricorda che il segreto sta nel contribuire alla crescita dell’idea portante, far parte di un qualcosa che cresce e si evolve, nel quale investire il 100% delle tue energie lavorative.

A chi casca la penna alle 18 e smette di pensare a come risolvere un certo problema aziendale, non verrà mai dato il privilegio di salire di livello. Le persone propositive vengono apprezzate e vengono notate. In questi termini, non c’è una grande differenza tra il mondo aziendale e il mondo freelance, entrambi richiedono la massima dedizione al proprio lavoro….ovviamente, se volete crescere e far carriera, divertirvi nella vita e sentire quelle farfalle nello stomaco di far parte di qualcosa per cui vale la pena di alzarsi ogni mattina….che non siano solo i soldi a fine mese.

La vita è una sola e tanto vale di viverla con uno scopo, con un senso di partecipazione e creare un valore che contribuisca al miglioramento o alla crescita di qualcosa. Passiamo al lavoro la maggior parte del nostro tempo e sarebbe una bella cosa, riuscire a spendere questo tempo in modo produttivo e costruttivo, in modo appassionato e tornare a casa con la sensazione di aver cerato qualcosa e fatto la differenza. Sapere di lavorare su qualcosa, sentire quasi quel senso intrigante di problem solving e non limitarsi a quello che qualcun’altro ci dice di fare….perchè si, se non sei tu ad essere propositivo e ti limiti ad eseguire con un’automa, ci penseranno gli altri a dirti cosa fare e a lungo andare, la tua esistenza sarà molto frustrante e noiosa. Odierai il tuo lavoro e la tua vita diventerà parecchio frustrante.

Anche se lavori come un dipendente, pensa come un freelance

Se ti hanno assunto, è perchè hanno scelto te, hanno visto in te, il più delle volte, un qualcosa di valido, un qualcosa su cui vale la pena di investire per far crescere la propria azienda. Qualcuno ti paga ogni mese una determinata somma pattuita ed è tuo compito di far felici le persone che ti hanno assunto nella loro scelta.

Il rapporto i lavoro è una via a due sensi, si deve essere felici. Devi essere felice tu e deve essere felice il datore di lavoro. In base alla mia esperienza, la felicità si trova quando tu lavori su progetti che ti caricano, il datore di lavoro vedere che ha investito bene i suoi soldi e che gli dai più di quello che lui si aspettava, e di conseguenza, è felice di pagarti di più, nel tempo e darti compiti sempre più importanti.

Pensi che nel freelancing sia differente? Quanti freelance che mi stanno leggendo si scontrano ogni giorno, con clienti che pagano una miseria. Certe volte si sfiora il rimborso delle spese e nemmeno quello. I rapporti di lavoro vanno costruiti, si devono dare dei risultati. Chi paga, deve essere felice di pagare, chi lavora, deve essere felice di lavorare e il comune denominatore per questo, è la passione.

L’imprenditore che ti paga lo stipendio è il “freelance” di turno e fa il proprio lavoro con passione. Si alza ogni mattina cercando di far quadrare il business, si sbatte per trovare lavoro e creare un’impresa, ci mette tutta la sua passione perchè credimi, certe volte è davvero dura sopratutto quando hai magari 5 stipendi da erogare ogni mese, e hai la responsabilità della “vita” dei tuoi dipendenti.

Allo stesso modo, il lavoratore, che sia freelance o dipendente, ha il dovere di fare il suo lavoro con passione, col massimo del valore aggiunto che può dare. Ci si sveglia e si deve essere entusiasti di contribuire ad un’idea, un progetto, una passione su cui qualcuno investe non solo tanti soldi, ma tutta la sua vita.

Far parte di un’ingranaggio dove ognuno trova il suo spazio e ruolo è fondamentale al fine di trovare l’equilibrio perfetto e la soddisfazione di ogni parte. Il famoso lavoro di gruppo, di team, dove ognuno è una parte fondamentale di tutto il processo.

Avere passione per quello che facciamo, è la chiave per cambiare le cose, migliorarle ed essere felici, lavorativamente parlando.

P.s. Se dopo aver letto questo articolo, hai la testa piena di “ma” e “però”, lavori per qualcuno e odi il tuo lavoro, forse è arrivata l’ora di riconsiderare il lavoro che fai, e cambiare la tua vita, cercando qualcosa che ti rende felice e ti appassioni davvero. Non sarà facile, ma si può fare.

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