Quando finisce lo stage…lezioni di delusioni

Oggi stavo riflettendo sulle opportunità di lavoro che si hanno nel corso della vita e mi è venuto in mente il discorso degli stage. Come spesso accade, gli stage non retribuiti sono visti male…e io stesso ho detto tra me e me…”guarda questi stronzi, sfruttano solo i ragazzi“…

Ma poi mi sono fermato, ci ho riflettuto e ho pensato:”no fermati un’attimo…perchè stronzi? Ma sai quante cose impari in uno stage fatto bene? Non ti ricordi quante cose hai imparato tu nello stage alla Pool Factory quando hai finito il corso di 3D?

Ho sorriso e mi son detto:”Cavolo, è vero, ma quale sfruttamento, quelli avevano tante di quelle cose da fare che sicuramente noi per loro eravamo più un peso che altro, e pure avevano la pazienza di insegnarci qualcosa e di seguirci…quasi quasi che li avrei pagati io per insegnarmi ancora…

Ripensavo a quei momenti e poi mi è passato un lampo di delusione e ho pensato:”..certo…che delusione. Quando fai lo stage, speri tanto che poi ti assumano o ci sia uno sbocco lavorativo concreto…ma poi finisce, e tutti  a casa…

Quindi ho rivisto la mia vita fino ad oggi, il culo che mi sono fatto, i sacrifici che ho affrontato e le mie conquiste e mi sono detto:”Sai che c’è? E’ stato un bene che quello stage sia finito e abbia stroncato i miei sogni. Ho imparato che se dipendi dagli altri, prima o poi tutto può finire.

Forse è anche grazie a quella lezione di vita, incassata dal mio subconscio, che il mio approccio al mondo del lavoro e in genere, ai miei sogni, è stato così deciso e costante, incisivo e persistente. Non mi sono mai adagiato sugli allori e mi sono sempre impegnato affinché quello che ho, lo debba solo a me stesso. Ho sempre desiderato essere io l’artefice del mio successo e del mio fallimento.

Ho capito che puntare il dito contro gli altri non serve a nulla. Siamo noi che dobbiamo imparare dai nostri fallimenti e dai nostri successi. Dobbiamo essere in grado di capire perché un qualcosa sia andato storto e perché no.

Cari amici, se siete ancora giovani e state iniziando. Vi do un consiglio:”Non sperate in un’assunzione alla fine dello stage, non sperate in un’aumento. Questo modo di fare, quello di sperare, è un modo di pensare “povero”, senza possibilità di intervento. Resta una speranza che dipende dalla decisione di qualcun’altro che non siete voi.

Avere la consapevolezza che siamo noi a dover plasmare la nostra vita e siamo noi che dobbiamo incolpare solo e unicamente noi stessi per i nostri insuccessi, è un enorme vantaggio competitivo sul popolo di chi si lamenta e accusa gli altri.
Siamo solo noi e unicamente noi, lo ripeto, noi e unicamente noi, coloro che possono cambiare la nostra vita e scegliere, lo ripeto, scegliere, il prossimo passo da compiere.

Se qualcuno decide che lo stage finisce, bene, iniziate a pensare a cosa potete fare voi, per rimettere il timone nella direzione del vostro obiettivo di vita.

Come dissi tempo fa, decidete se essere il pilota o il passeggero. Alla prossima!

P.s. Oggi sono grato che quello stage sia finito e non mi abbia dato sbocchi di lavoro. Sono grato di aver imparato tanto dai ragazzi di Pool Factory. Sono grato per aver attraversato Roma, ogni giorno, coi mezzi, per mesi, per andare ad uno stage non retribuito…in fin dei conti, la retribuzione c’è stata, e come! Ma non in soldi, quelli sono relativi, se sei bravo e sveglio li fai (prima o poi) …la retribuzione è stata in esperienza, nel capire cosa voglio davvero. Tutto questo è servito per aiutarmi a creare il mio carattere e la persona, che sono oggi, cose, che i soldi, non possono comprare.

 

You might also like

Leave A Reply

Your email address will not be published.