Ecco il seme del fallimento

Sicuramente avrai provato sulla tua pelle, quel senso di fallimento davanti ad un buon proposito non realizzato. Volevi dimagrire e non ci sei riuscito, volevi imparare un nuovo software e stai rimandando da mesi, devi mettere su il tuo portfolio e non lo hai ancora fatto, vuoi fare quel corso di illustrazione e ancora non ti sei deciso, vuoi imparare meglio una lingua e ancora non hai mosso nemmeno un dito, ma sei certo che lo desideri ardentemente.

Ti suona familiare? Forse si. Ci siamo passati tutti.

In molti articoli si parla di come essere motivati e come raggiungere i propri obiettivi ma nessuno ci dice quale sia il motivo del fallimento. Se ci pensi è ridicolo e quasi incomprensibile. La mattina ci svegliamo e siamo super motivati, ma anche il pomeriggio, abbiamo quella carica, quelle farfalle nello stomaco che…wow torno a casa e spacco tutto, oggi cascasse il mondo vado a correre o accendo quel cavolo di programma e me lo studio…

Giusto? E cosa succede nella realtà?

Nella realtà succede che torni a casa e sei cosi stanco dalla giornata o distratto a altre cose che rimandi a domani. Il tutto si ripete giorno dopo giorno, passano le opportunità, ti mangi le mani, e ti riprometti sempre la stessa cosa, restando nel circolo vizioso del desiderio senza azione.

Ma perché non si agisce?

Probabilmente la risposta a questa domanda potrebbe cambiarti la vita, non scherzo. Quindi continua a leggere solo, se sei davvero pronto/a a metterti in discussione. Da qui in poi, voglio che ti dimentichi delle parole bastarde “ma” e “però”. Devi smettere di usare queste due parole.

Detto questo…devi sapere che la nostra mente ha una specie di sensore della bugia che cerca di renderci la vita più felice. E’ una specie di pilota automatico che ci mostra rosee le cose che in realtà, forse non lo sono poi tanto.

Tutto ruota intorno alla comparazione di due situazioni. La nostra mente cerca di comparare due possibilità e valuta quale delle due è piu semplice e serena per noi.

Facciamo un esempio: Il vostro capo vi sta sul cazzo, odiate il vostro lavoro e volete cambiare. Guarda caso, non lo fate, o meglio, la maggior parte di noi non lo fa.
Sembra assurdo no? Stiamo male, abbiamo un forte desiderio di cambiare, ma non lo facciamo fino in fondo.

Perché?

La nostra mente ci protegge da situazioni di stress e cerca di valutare, quale delle due situazioni è per noi più stressante e incerta, quindi fa di tutto, letteralmente, per scegliere la situazione più stabile e con meno imprevisti.

Di conseguenza, anche se odiamo il nostro lavoro, in fondo, riceviamo il nostro stipendio mensile, basso o alto che sia, conosciamo l’ambiente di lavoro e abbiamo una certa routine. Lo stress di cercare un nuovo post di lavoro, mandare il curriculum e ricominciare da capo in una nuova realtà, è valutato dalla nostra mente come una situazione di stress eccessivo e quindi, fa di tutto, per farci restare li dove siamo.

Un’altro esempio, perché non riusciamo ad andare a correre anche se vogliamo perdere quei maledetti chili di troppo?

Stessa cosa. La soglia di “dolore” nel avere qualche chilo in più, è maggiormente sopportabile, rispetto al “dolore” che si proverebbe nel iniziare una routine di sport e “sacrifici” alimentari. Semplicemente faremo di tutto per non iniziare e rimanderemo all’infinito…

Cosa possiamo fare?

A meno che non abbiate una fortissima forza di volontà per combatte coscientemente il vostro subconscio, potete fare ben poco. Il punto della questione è che il cambiamento avverrà SOLO ed ESCLUSIVAMENTE quando si invertirà la soglia di dolore legata ad un certo fatto.

Esempio: Andrete a correre quando il “dolore” nel vedervi fuori forma e non potervi mettere più nessun vestito sarà maggiore del sacrifico che dovrete fare per andare a correre e sudare per mesi.

Cambierete lavoro quando la situazione diventerà realmente insostenibile. Se un giorno non avrete più la possibilità di pagare la piscina ai vostri figli, probabilmente vi darete una mossa per cambiare la situazione.

Apprenderete un nuovo software quando la fatica di apprenderlo sarà minore rispetto al “dolore” provato dal mancare costantemente tutte le opportunità di lavoro e non avere più i soldi per pagare l’affitto.

Stai capendo il punto del discorso?

Di base, ogni grande cambiamento dipende da un fattore esterno a noi, che genera un senso di “dolore” che non siamo più disposti a sopportare. Scegliere quindi una soluzione alternativa, diventa l’unica valvola di sfogo per la nostra mente, che cerca sempre di proteggerci.

Un esempio lampante è il film Saw, nel quale, in una delle tante scene di follia, un uomo è costretto a usare un bisturi per togliersi l’occhio per prendere una chiave, che gli è stata impiantata dentro, che avrebbe aperto la gabbia mortale che aveva intorno alla faccia.

Molti penseranno che avrebbe fatto meglio a morire piuttosto di prendere la chiave da dietro l’occhio…ma se avete visto il film, sapete bene che il terrore di vedersi schiacciata la faccia da quella gabbia mortale, èra ben più forte della scelta del bisturi.

Altri casi estremi sono quelli in cui le persone sono disposte ad auto amputarsi un’arto, pur di liberarsi da una situazione mortale. Stesso concetto: la nostra mente sceglie la situazione “meno dolorosa” e accettabile per la nostra sopravvivenza.

Questo concetto è applicabile al 100% alle scelte quotidiane che facciamo e sopratutto, al fallimento dei nostri buoni propositi.

Non sono gli altri, sei tu

Ora sai, quindi, che la colpa non è degli altri ma è tua. Nella vita possiamo realizzare qualsiasi cosa, il punto è:”Siamo disposti a cambiare le cose?”

Sicuramente tutti diranno di si, certo, siamo disposti…ma ne siete davvero certi?

Quanti fanno un lavoro che odiano? Quanti stanno per tornare dalle ferie e gli viene un senso di fastidio nel pensare di tornare in ufficio? Quanti stanno rimandando da mesi un cambio importante come quello di imparare qualcosa di nuovo o mettersi in forma?

Anche cose semplici come decidere di bere minimo 2 litri di acqua al giorno, perché è cosi complesso riuscirci? Facile: Perchè la fatica di doversi disciplinare per bere 2 litri di acqua al giorno è più grande della comodità della situazione nella quale stiamo già. In fondo, stiamo bene anche senza quei 2 litri giusto?

Cosa puoi fare?

La prossima volta che stai per fallire un tuo proposito, ricordati di quanto ti ho scritto oggi, e ricorda a te stesso, che sei tu che stai minando la riuscita del tuo piano. Supera il tuo subconscio e usa la tua forza di volontà per iniziare e portare a termine quello che ti sei messo in testa.

Non lasciare che il nostro sistema di protezione che lavora in modalità auto-pilota vinca in ogni situazione. A volte, arriva il momento di prendere in mano il timone, e decidere la rotta verso i propri obiettivi.

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