Come trovare i primi clienti

In un’articolo di qualche tempo fa parlavo di come specializzarsi è spesso una scelta vincente. Ho parlato anche del problema del trovare i clienti in questo articolo. Se non lo hai letto, ti consiglio di iniziare da qui.

Avevo promesso che avrei affrontato alcuni temi specifici, quindi iniziamo dal primo della lista, dedicato a tutti quelli che stanno iniziando nel settore creativo, come freelance o perchè no, alla ricerca di un lavoro fisso, in agenzia.

Come ho trovato il mio primo lavoro in agenzia

Le strade per arrivare in agenzia sono infinite e allo stesso tempo molto poche. Il che vuol dire che puoi avere una botta di culo della madonna, oppure sbattere la testa contro tutti i muri finchè non entri nel posto che hai sempre sognato.
Il punto della questione è che non posso prevedere, che strada farai tu, posso raccontarti, in base alla mia esperienza e quella di molti colleghi, come ha funzionato per me e per loro.

Quando avevo circa 20 anni, entrai nella mia prima agenzia, oggi si chiama DnSee ed è una delle migliori web agency (chiamarla cosi è riduttivo) in Italia. Come ci sono entrato? Potrei dire che è stato facile ma allo stesso tempo difficile. Circa 8 mesi prima di entrare nell’agenzia ho fatto un corso al Quasar per imparare il 3D con Maya. In realtà volevo imparare 3D Studio Max ma il corso non è partito e quindi mi hanno proposto Maya, che quasi nessuno conosceva all’epoca. Era il primo corso di Maya a Roma e probabilmente in Italia. Il corso faceva parte di un percorso molto più ampio, incentrato sulla grafica multimediale, ma visto che non avevo abbastanza soldi per pagare tutto il percorso, mi sono concentrato su quello che volevo davvero, il corso di 3D, con Maya.

I miei docenti erano i meravigliosi ragazzi della Pool Factory, che alla fine, mi fecero fare uno stage presso la loro sede all’Eur. I ragazzi della Pool sono quelli che dopo qualche anno, hanno fatto gli spot “iuhuuuuu, c’è nessuno?”(Acqua Lete se non erro), oppure quello della carta igienica con le formiche. All’epoca, però, quando ho fatto lo stage da loro, si concentravano sulla realizzazione di piccole produzioni quasi anonime e tanti progetti personali molto fichi a zero budget. Lo stage non era retribuito…ma io ci andavo lo stesso perchè èra troppo fico poter imparare da quelle persone e lavorare sulle loro macchine fantascientifiche (Silicon Graphics). Ogni giorno mi facevo la traversata di Roma, per stare a contatto con questa gente spettacolare e apprendere qualcosa di nuovo o semplicemente, farmi aprire in due per contribuire a terminare alcuni dei loro progetti.

Al termine dello stage, ho iniziato a cercare lavoro. All’epoca la soluzione più popolare era il giornale di annunci chiamato Porta Portese. Se non erro, si comprava due volte a settimana e letteralmente chiamavo ogni annuncio possibile e immaginabile, in merito al settore del graphic design e dintorni. La verità è che pur di lavorare, non chiamavo solo quelli, e anche se facevo il cameriere, mi mettevo sotto a affinare le mie skills di grafica e continuavo a cercare un lavoro in agenzia.

Dopo settimane di ricerca, ho fatto un colloquio in un’agenzia vicino casa, al Colle Salario. Mi fecero fare una giornata di prova, insieme ad altre 3 persone, e poi non ne ho più saputo nulla. Sono convinto ancora oggi, che non sia andata perchè le mie idee erano troppo avanti, ma probabilmente la verità èra che uno degli altri tre, era meglio di me. Dopo tre mesi di ricerca, centinaia di telefonate e rifiuti, tra cui:”Abbiamo già trovato” e “No grazie, cerchiamo solo italiani”, si è arrivati a Luglio, dove tutti i miei amici cominciavano a pianificare le vacanze, e io, nel salotto di casa dei miei, mi sbattevo la testa sul pc, tra Photoshop, Flash, Maya e Porta Portese cartaceo.

Trovo un annuncio in cui cercano un web designer e chiamo subito, mi fissano un colloquio per la settimana dopo. Io raccolgo tutti i miei lavori personali e qualche lavoretto fatto per qualche conoscente nell’ambito web, metto dentro anche il lettore mp3 realizzato in Flash e disegnato in Photoshop, stampo la copertina sul Cd, masterizzo e attendo il giorno del colloquio.
Il giorno fatale, vado vestito in jeans e maglietta bianca, cosi come sono, senza incravattarmi o ingiaccarmi, penso che un creativo deve essere fondamentalmente se stesso e quindi, vado cosi come sono.

Ovviamente all’appuntamento ci sono altre persone, alcuni vestiti con giacche da matrimonio, in cui palesemente non sono a loro agio, ed essendo luglio, trasudano tutta la loro tensione. I due responsabili dell’agenzia guardano il mio cd, mi chiedono di me, ci facciamo due chiacchiere, e mi dicono che mi faranno sapere. Due giorni dopo ricevo la loro chiamata per iniziare i 15 giorni di prova. Una delle gioie più grandi della mia vita rispetto al raggiungimento di certi obiettivi, è stata sicuramente quella.

Il primo progetto al quale lavoro, è il mini sito per la Jaguar. Mi diedero questo compito per sfruttare le mie conoscenze di 3D. Ancora oggi, il loghetto animato Jaguar è rimasto nella storia. Dopo 15 giorni, chiamano le persone a cui hanno fatto fare il periodo di prova, me compreso, e ci chiedono quando andiamo in ferie ad Agosto, per programmare l’eventuale scaletta di lavoro. Dopo le risposte degli altri “colleghi”, che con prontezza hanno specificato le date in cui sono in vacanza, io ho detto con tranquillità che non ho piani per le vacanze, visto che cercavo lavoro e potevo anche non farmele.

La settimana dopo ho iniziato a lavorare in DnSee, che all’epoca, si chiamava DecNet. L’Art Director dell’agenzia, è tutt’ora uno dei miei migliori amici, e molti lo conoscete perchè è la voce dei relatori del CreativeProShow, oggi lavora per Square Enix.

Come sono entrato nell’agenzia?

Ho insistito, non mi sono scoraggiato in nessuno momento. Ho avuto la capacità di evolvere le mie competenze anche in un momento molto complicato. Quando mi si è presentata l’opportunità, ero pronto a coglierla al volo. L’esperienza negativa del primo colloquio, mi ha fatto capire che dovevo migliorare ancora di più. Mi sono presentato al colloquio in modo sicuro di me ma  non arrogante. Ero semplicemente me stesso e avevo il mio cd-rom che dimostrava le mie capacità, conquistate con tanto sacrificio.
Hanno scelto me, non solo perchè probabilmente ero più bravo della media, ma anche perchè avevo nella manica l’asso del 3D e sapevo come applicarlo al web design. Infine, mi sono reso disponibile, ho fatto il gioco di squadra, dimostrano gratitudine per la possibilità di lavorare per loro e preferendo lo sviluppo del mio sogno, piuttosto che andare in vacanza.

Francamente, ancora ad oggi, non comprendo come gli altri ragazzi, potessero aver già pianificato le vacanze. Se il tuo sogno è trovare lavoro, devi raggiungere quell’obiettivo. Finchè non lo raggiungi, non puoi andare in vacanza, non si va in vacanza da un sogno, da un obiettivo. In vacanza ci vai quando ti concedi un festeggiamento per i tuoi obiettivi raggiunti. La mia “vacanza”…ossia la ricompensa, era proprio il fatto di aver trovato lavoro in un’agenzia come DnSee.

Questo è l’esatto percorso che mi ha portato a lavorare nella prima agenzia in cui ho lavorato, dove ho affinato le mie skills, conosciuto tante persone meravigliose e compreso (per quello che può comprendere un ragazzo motivato a 20 anni) come funziona il mondo corporate in alcuni dei suoi aspetti. I lavori che ho realizzato in DnSee mi hanno permesso di avere un bagaglio di esperienza tale, da poter bussare, anni dopo, ad altre agenzie, ed avere credibilità immediata. Di base, con un pò di esperienza alle spalle, se le agenzie stanno cercando qualcuno, l’assunzione è praticamente garantita.

Quello che a molti sfugge, è un concetto molto ovvio. Ed è quello che ho imparato, quando mi occupavo molti anni dopo, anche della pre selezione delle risorse. E’ importante che comprendiate che un’agenzia, anche la più stronza, riceve almeno 10 Cv a settimana. Nel caso di agenzie più rinomate, possiamo superare ampiamente i 50 Cv a settimana, e non parlo nemmeno delle multinazionali…

Questo cosa vuol dire?

Vuol dire che oltre a formulare bene il vostro Cv (leggi questo articolo), devi sapere che l’agenzia, non cerca persone ogni giorno, ma nemmeno ogni mese, e spesso nemmeno ogni anno. Specialmente oggi, le agenzie sono spesso piccole e si aggirano intorno ai 10 dipendenti. Ne viene che non possono e non gli serve assumere personale continuamente. Non scoraggiarti quindi se mandi il tuo Portfolio e non ti assumono o non ti rispondono. E’ fisiologico, non hanno il tempo di rispondere a 50 persone a settimana ma credimi, c’è una cosa che puoi fare….

Manda il tuo Portfolio all’agenzia, una volta ogni 3 mesi, ricordagli che esisti, chi sei e cosa hai fatto do nuovo. Ti assicuro, che prima o poi, se sei bravo, ti chiameranno. Devi solo aspettare il momento in cui l’agenzia cerca nuovo personale e stai certo che si ricorderanno di te.

Cosa stiamo imparando quindi?

Quando mandi il tuo portfolio, sii memorabile, fatti ricordare per qualcosa. Di recente, un ragazzo su Facebook ha pubblicato un’immagine che, dal mio punto di vista, gli garantisce un colloquio. Lui si chiama Alessandro Wazowski e questa è l’immagine che ha realizzato per promuoversi.

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Quando l’ho vista, mi ha ricordato una delle mail che ci arrivava spesso in agenzia, da parte di una ragazza che, ogni due mesi, ci mandava una sua mail, con allegata un’immagine e il link al suo portfolio. L’immagine consisteva in una realizzazione grafica originale e spesso divertente. Quella che gli ha valso l’assunzione, è stata l’immagine di una mezza arancia con sopra la farse:”Una Creativa da Spremere”. Guarda caso è capitata proprio in un momento di un grande progetto nel quale ci serviva più personale.

“Una creativa da spremere?” – Questa qui è quella che ci scrive da 8 mesi, chiamala un pò va, spremiamola!

Capito il concetto? Tornando all’immagine di Alessandro, la trovo un’idea perfetta, per dimostrare non solo le sue skills creative ma anche la sua originalità e l’uscire fuori dagli schemi, con semplicità.

 

Come trovare i primi clienti da freelance

Partiamo dal presupposto che se stai ancora pensando a come trovare i primi clienti, probabilmente non hai una posizione fiscale e quindi sei un wanna be Freelance…e non c’è nulla di male. Abbiamo iniziato tutti dal nulla, senza sapere nemmeno cosa sia la camera di commercio e una partita iva e tutte le questioni ad essa legate.

In questa fase, concedetevi il lusso di non pensare al fisco. Pensate solo ai vostri sogni e immaginate, cosa volete fare realmente. Mandate a cagare tutta la negatività e prediche che girano su Facebook e smettete di ascoltare gente sfigata che vi vomita addosso la loro frustrazione. Pensate ai vostri obiettivi, speranze, idee e seguite le farfalle nello stomaco.

La prima domanda a cui devi rispondere

Cosa voglio fare? Cosa faccio?
Rispondere a questa domanda è essenziale per comunicare a tutti quelli che conosci, cosa sai fare, cosa fai e come puoi essere utile.

Ti prego, mai e poi mai, devi dire che fai il grafico. E’ un termine talmente generico che ti stai portando sfiga da solo.
Oggi più che mai, ti consiglio di essere SPECIFICO e far capire alle persone in una frase, cosa fai esattamente. Puoi realizzare siti web, puoi progettare logo o insegne, puoi migliorare le fotografie e restaurare le foto antiche o puoi creare animazioni in 3D come Shrek. La cosa importante è essere specifico.

Qualche anni fa mentre volavo dal Cairo a Johannesburg, mi sono messo a parlare con un ragazzo durante i tempi di attesa in aeroporto. Quando mi ha chiesto che lavoro faccio, io gli ho detto che ero un Retoucher; avendo visto il suo sguardo di una persona che non capisce di cosa stai parlando, aggiungo:”Sono quello che prendere le persone brutte e le fa diventare belle nelle riviste”. Lui si è messo a ridere come per dire che ora aveva capito.
Qualche anno dopo questa persona, mi contatta e mi dice che gli serve uno che fa diventare la gente bella, che era entrato da poco come account in un’agenzia e mi ha pensato.

Spesso la gente intorno a voi non conosce i termini tecnici, ma sa che allo zio serve qualcuno gli gli realizzi l’insegna per il negozio e gli progetti il logo o altro.
In genere tutto ha inizio dal famoso passaparola.

Se anche tu, alla parola:”passaparola” hai sentito quella sensazione di sconforto nello stomaco, ti capisco, ci sono passato anche io. La verità  è che generare il passaparola non è per niente semplice, non avviene in automatico, specie se non sei nessuno. Sei tu che devi far parlare di te, o meglio, se tu, che devi dire agli altri, cosa fai. Se ci pensi, è logico, se non dici a nessuno cosa sai fare e per cosa puoi essere utile, nessuno potrà mai consigliarti per qualcosa.

Inizia a pensare che l’auto promozione è una delle attività principali di un freelance. Ogni tuo amico, parente e conoscente, compreso il barista, dovrebbe sapere cosa fai. Del resto, pensaci, se ti serve ad esempio un gommista o un idraulico, prima di cercare su Google, non chiedi forse ad un amico?
Il passaparola è un lavoro, devi essere abile nel generarlo, senza risultare una piattola però.

Devi essere bravo al punto da avere fiducia in te e nelle tue competenze, in modo che quando esce fuori il discorso, tu non sei quello che fa grafica o siti web o foto ma sei quello che scatta matrimoni memorabili, sei quella che fa siti web che vendono e colui che realizza brochure scegliendo la più elegante delle carte, seguendo l’intero processo dalla grafica alla stampa.

Nel 90% dei casi i primi clienti escono fuori da questo passaparola e se gestiti bene, sono clienti che restano con te per molto tempo e te ne presentano altri.

Il passaparola si genera anche tramite i social e piattaforme come Behance, dove, se vali davvero, puoi avere successo in brevissimo tempo, come il mio amico Maurizio Pagnozzi che, dopo essere uscito dall’Accademia Ilas di Napoli, nel giro di un anno è uno dei Brand Designer (nicchia) più richiesti nel suo settore.

Sei pronto a faticare per farti conoscere?

Se ti scoraggi in questa fase, è come non accendere nemmeno la macchina. Io non mi sono scoraggiato quando 6 persone su 10 mi rispondevano al telefono:”No grazie, cerchiamo solo italiani”. Vagli a spiegare che sono più italiano che ceco. Al telefono èra complicato, avevi 5 secondi netti per dire qualcosa e andare al colloquio. Non ti devi scoraggiare mai, e sai perchè? Perchè ci siamo passati tutti, questa è la verità. All’inizio sembra impossibile, sembra che non ce la puoi fare, che semplicemente non va.

Quando succede, usa questi momenti per una sana autocritica e cerca di capire quali sono i motivi del rifiuto. Non sei ancora abbastanza preparato? Devi migliorare il tuo portfolio? Devi aggiungere qualche skill al tuo flusso di lavoro?
Magari devi prendere in considerazione di seguire un corso di aggiornamento o un seminario specialistico come questo che sto organizzando per settembre con uno dei migliori digital artist in Europa, magari devi solo insistere e aspettare e rifinire la tua presentazione. La cosa vitale è non abbatterti e riflettere obiettivamente su quali possano essere i motivi di un rifiuto o della mancanza di commesse.

Magari quello che offri è un servizio che offrono i molti e non ti differenzi in nessuno modo dagli altri? Quale è il tuo valore aggiuntivo? Perchè dovrebbero scegliere te invece che qualcun’altro? Lo stai comunicando correttamente nella tua presentazione, Cv o Portfolio?

Stai spiegando perchè sei tu la persona giusta? Credi in te stesso? Affideresti a te stesso un progetto?

Stai capendo dove sto andando a parare vero?
Quello che stai intuendo è che i clienti pagano e quando qualcuno paga, non lo fa molto volentieri. Vuole essere sicuro di investire bene i propri soldi ed è tua responsabilità come Designer e Freelance, rassicurare il cliente e fargli capire che tu e le tue competenze, sono il giusto investimento per lui. A proposito di questo argomento, ti consiglio di vedere questo video (o leggere l’articolo) in cui parlo proprio dei soldi e del rapporto con i clienti.

Fare il freelance non vuol dire solo saper usare Photoshop o altri software o scattare foto. Fare il freelance, inizia col imparare a farsi conoscere e far capire agli altri, che il servizio che offri, ha valore e che l’investimento su di te, porta risultati.

Ma come la mettiamo col fisco?

Finchè il tuo giro di affari non supera una certa soglia annua (non mi ricordo bene, ma credo siamo intorno ai 5000 euro), non hai bisogno di aprire una partita iva, puoi lavorare con ritenute d’acconto. In alcuni casi, puoi anche accettare di partecipare a dei progetti che ti interessano e appassionano, pur di farti portfolio. So cosa stai pensando, alla enorme stronzata che gira in rete che non si lavora gratis. Il punto è che non ti sto dicendo di lavorare gratis, ti sto dicendo di partecipare a progetti che ti  interessano.
Si nasce creativi per passione e per il piacere di fare cose fiche, di divertirsi, di creare. Se ti capita una collaborazione o un progetto che ti piace ma non c’è budget, sentiti libero di accettarlo, e non sentirti lo sfigato di turno. Gli sfigati sono quelli che ti criticheranno. Vuol dire che hanno perso la loro passione e…forse, non l’hanno mai avuta.

Il lavoro è una cosa, il divertimento un’altra, spesso si uniscono, ma non bisogna dimenticarsene. Non si lavora gratis, si disegna per amore.

Work For Money, Design For Love.

Ci leggiamo al prossimo articolo!

 

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