E’ il meglio di quello che puoi fare?

Continuano le mie chicche sulla formazione e auto-miglioramento date dalla mia esperienza. Dopo aver affrontato l’aspetto delle critiche, passo ad uno degli esempi che mi hanno cambiato la vita e in cui mi sono dovuto confrontare con me stesso in modo molto decisivo.

Ricordo questa critica ancora oggi, dopo circa 15 anni e ringrazio ancora oggi la persona che me la fece. E’ stata non solo una lezione del momento ma anche, in qualche modo, di vita.

Quando lavoravo in un’importante agenzia ( Dnsee ) a 20 anni, mi sentivo davvero bravo e sicuramente ero al di sopra della media. Mi mancava sicuramente l’esperienza diretta sul campo e una visione complessiva del progetto. Come ogni creativo giovane, mi concentravo molto sulla bellezza dell’elaborato e su quello che fa fico e non avevo ancora sviluppato la capacità della visione globale e funzionale di un progetto.

Eravamo sotto stress da giorni, si lavorava senza sosta per finire un progetto e dopo tanto duro lavoro, nel quale ormai la fatica inizia a farsi sentire e il poco sonno, cominciano a metterti in testa quella vocina che cerca di convincerti che in fondo quello che hai fatto “va bene cosi”… Consegno la proposta grafica al mio superiore. Dopo qualche ora mi chiama nel suo ufficio, apre la proposta grafica e mi dice, con tono sereno e benevolo di un prete:”Ti abbiamo assunto perchè sei bravissimo e ci piace molto quello che fai, ci fidiamo di te. Se tu mi dici che questa proposta grafica va bene cosi, io la mando al cliente. Ti chiedo solo di rivederla qui davanti a me per due minuti e dirmi che questo è il massimo che puoi dare.”

Dopo 15 secondi gli ho detto che mi serve altro tempo per rifinire la proposta perchè posso fare di meglio.

Il mio capo sorride come un fratello e mi dice:”ok quando è pronta mandamela, sono certo che sarà favolosa”.

Visto che i miei standard qualitativi sono sempre stati alti, non potevo ammettere che quello era il massimo che potevo fare perché sapevo benissimo che se lo avessi detto, era solo per togliermi dalle palle quel progetto.

Quella lezione mi ha segnato e mi accompagna ancora oggi per veicolare sempre, nelle possibilità della situazione, il miglior prodotto possibile, rispetto ai miei standard personali che, come per ogni creativo, saranno cmq sempre più alti, di quelli che riusciremo a produrre.

Non si è mai soddisfatti al 100% di quel che si consegna…ma bisogna esserlo almeno al 90%.

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