Quando firmare i propri lavori e come farlo

L’eterna disputa del firmare le proprio foto o lavori di digital imaging è paragonabile alla “guerra” tra Canon Vs Nikon o tra Pc Vs Mac. Ci sono pro e contro di ogni lato della medaglia e allo stesso tempo ci sono alcuni punti fissi che bisogna tenere a mente per ottenere il massimo dal proprio portfolio creativo on-line.

La firma sulle proprie foto può diventare un’arma a doppio taglio. Da un lato può darvi visibilità e dall’altro può portarvi nel grigiore amatoriale

Come in ogni cosa, è importante avere le idee chiare e quindi sapere il VERO perché del voler mettere una firma o una nota di copyright sulla propria immagine.

3 motivi sbagliati per voler firmare le proprie immagini

Metto la firma bella grande così nessuno mi ruba la foto.
Primo motivo sbagliato perché se qualcuno vi vuole rubare una foto, non lo fermerà sicuramente un watermark o una firma grossa come una casa. L’unica cosa che otterrete è penalizzare chi vuole guardare la vostra fotografia e apprezzarla. Una firma che copre la metà della vostra immagine rende non solo amatoriale la sensazione legata al vostro lavoro ma allontana chi guarda l’immagine perché di fatto, questa non è ben visibile.

Applico il watermark o la firma affinchè tutti sappiano che l’ho fatta io
Motivo sensato ma applicato male. Come prima cosa, fate caso che tutti i migliori fotografi non applicano firme giganti sulle loro foto e spesso, non le applicano affatto. Salvo rari casi, scordatevi di pensare di essere i geni che tutto il mondo stava aspettando. Invadere la vostra immagine con un qualcosa di esterno ad essa, come una firma in watermark, vi mette in posizione di debolezza e traspare un senso di insicurezza circa la vostra professione (che si lega al punto 1 di questa lista). Fate parlare la vostra immagine, non il vostro nome.

Non credo a nessuno dei due punti precedenti, io voglio firmare la mia foto con un logo grande
Tornate a leggere questo articolo tra qualche anno e mi darete ragione, anche se ora pensate che non sia così 😉

3 motivi giusti per voler firmare le proprie immagini

Voglio che chi guarda il mio lavoro, possa ricondurre l’immagine a me
Sembra un punto uguale al punto 2 della lista precedente ma non lo è perché è l’umiltà con cui ci poniamo a fare la differenza. Vogliamo fare in modo che ci sia un segno che ci renda rintracciabili, non ci interessa far sapere a tutto l’universo che quella foto sia nostra. E’ una differenza sottile, ma importante.

La foto in questione è destinata in vendita
Se state vendendo una certa fotografia, è lecito tentare di proteggerla con un watermark digitale. Questa soluzione è valida quanto è valido un sistema di allarme in una macchina. Se ve la vogliono rubare, non c’è antifurto che regga ma allo stesso tempo può far allontanare i malintenzionati.

L’immagine è stata pubblicata su un mezzo-supporto in cui è possibile promuoversi
Avete presente la schermata di lancio di Photoshop CC 2014? Ecco, parlo proprio di questo. Chi non l’ha vista continui a leggere, ovviamente pubblicherò l’esempio.

Vediamo da vicino, nel pratico, cosa funziona e cosa no

photoshopcc2014

Questo è un esempio di quando mettere una firma, anche se dal punto di vista visivo fa abbastanza ribrezzo. Se fosse una foto di un portfolio, trovo che la firma sia troppo evidente e lo stile con cui è scritta non si addice allo stile della fotografia.

CARTIER-BRESSON

Esempio estremo (finto) per mostrare una soluzione che sicuramente non può funzionare ma che moltissimi scelgono di usare per “proteggere” le proprie immagini. Una soluzione simile può funzionare solo se si tratta di foto in vendita, come ad esempio nel mercato del microstock.

E’ assolutamente lecito e se vogliamo, anche giusto sfruttare le proprie immagini per avere visibilità e creare quindi una traccia che possa portare un cliente interessato a noi. Sarebbe sbagliato sottovalutare la potenza di questa tattica. E’ anche importante tenere a mente che se la nostra foto pubblicata sul web, finisce dove non siamo stati citati come autori, potremo fare ben poco, perché chi l’ha ripubblicata avrà fatto di tutto per nascondere la fonte originale.

Di base sul web esiste un’etica per la quale la maggior parte delle ripubblicazioni avviene citando l’autore iniziale e quando questo non succede, siamo finiti in mano al giro sbagliato nel quale c’è ben poco da fare.

L’unico modo per proteggersi è quello di non pubblicare nessuna immagine o di pubblicare immagini piccolissime, ma questo, ovviamente, è ancora più controproducente del farsi rubare qualche immagine e non essere citati come autori.

Tempo fa ho letto di un fotografo di nome Kris Boorman, che ha pubblicato una foto meravigliosa, che è stata ripubblicata milioni di volte e in questo milione di volte si è persa la traccia del nome dell’autore. La foto è diventata talmente famosa che quando lui diceva nei vari forum che è sua, nessuno gli credeva e veniva deriso. La foto è finita anche sullo sfondo di Bing e tante altre applicazioni…e l’autore ha avuto vita molto difficile per dimostrare alla community mondiale di Internet che la foto fosse realmente sua.

kris-boorman

Quale è il modo più efficace per firmarsi?

Potrei continuare a mostrae altri esempi ma preferisco farne uno ultimo, ossia quello che ritengo (in questo istante) sia la soluzione migliore per chi ha l’esigenza di firmare un proprio progetto affinché tramite questa firma si possa arrivare all’artista e quindi farsi conoscere.

La soluzione che preferisco al momento è quella adottata da Cgtalk che inserisce a fondo immagine una barra nera e scrive il nome dell’artista su di essa. Inoltre trovo non invadente la soluzione adottata dall’autore di questa immagine, inserendo il suo nome tono su tono in trasparenza in una zona non invasiva dell’immagine stessa.

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Soluzione adottata tra l’altro da Jaime Ibarra, fotografo che si fece notare anni fa per il suo stie di color grading.

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Ecco l’esempio applicato su una delle mie immagini.

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Ovviamente è anche la soluzione con cui l’eventuale “ladro” di foto ha la vita più facile ma partendo dal presupposto che se ti vogliono rubare la foto lo faranno lo stesso, personalmente preferisco optare per una soluzione che non disturbi l’immagine che realizzo e renda i credits ben chiari e visibili. Se poi avete un marchietto, può essere una buona idea quello di inserirlo nella zona nera o in basso all’immagine, così come ha fatto Pedro Fernandez in questa immagine.

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In casi come questi bisogna essere fortunati ad avare a disposizione una zona adatta all’inserimento del watermark o del logo ovviamente perché ricordate, la cosa che conta, sono le vostre immagini.

Per proteggere quello che realizzare una delle migliori armi è quella di pubblicare i vostri scatti o le vostre opere su più siti di portfolio come Behance o 500px possibile. Più la gente vede quello che fate e più sarà facile ricondurre la proprietà e il merito a voi.
Non perdetevi in inutili preoccupazioni. Le immagini vengono rubate dal tempo dei tempi e l’arma migliore è quella di investire le proprie energie nel farsi conoscere e produrre lavori sempre più unici con uno stile ben preciso che, nel tempo, diventerà la vostra firma. 😉

Vi ricordo che sto organizzando per il 20 settembre a Roma un incredibile seminario proprio con Pedro Fernandez che svelerà tutte le sue migliori tecniche di post produzione e rendering in Photoshop. Per vedere cosa succederà visitate la pagina ufficiale del seminario.

P.s. L’immagine di copertina di questo post è di Carlos Ortega 😉 Ogni valutazione espressa in questo post è puramente personale, data dalla mia esperienza e di colleghi. Ci possono essere persone che la pensano diversamente ed è lecito che sia così.

 

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