European Design Awards

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La famosa banca immagini Corbis sponsorizzerà i primi European Design Awards.

Gli European Design Awards collaborano con dodici tra
le più importanti riviste di design a livello europeo i cui rappresentanti saranno anche membri della giuria chiamata a valutare i lavori dei creativi che presenteranno lavori di grafica editoriale, mutlimedia ed illustrazioni.

La conferenza avrà luogo nei giorni tra il
9/10/11 Maggio 2007, presso l’Arts Centre di Atene,
in Grecia.

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Per ulteriori informazioni sul contest potete visitare il sito ufficiale EdAwards.

Because beauty has no age limit

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Fantastica questa seria di campagne ideate da Dove in cui si punta sulla naturalezza della bellezza, dove si abbandonano i falsi miti e modelli di bellezza (spesso costruita col fotoritocco) e si punta tutto sulla vera femminilità.

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Certo, è sempre una mossa pubblicitaria…ma mi piace vederla come un advertising pulito, al di là della qualità effettiva dei prodotti Dove, è bello che qualcuno, nell’era in cui i media ci riempiono di reality show nei quali regna l’immagine, chirurgie plastiche e finte bellezze, cerchi di far capire che la vera bellezza è in ognuno di noi (in questo caso riferito alle donne) e che basta essere in pace con se stesse per essere veramene belle e non posso che confermare che la bellezza non ha un limite d’età.

Il video che non andrà mai in televisione perchè censurato è stato pubblicato sul sito ufficiale della Dove dedicato alla campagna e ne vale la pena di essere visto.

La vera realtà di Panasonic

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Hai presente le pubblicità dei televisori super tecnologici che promettono suoni ed immagini altamente difiniti…al punto di sentirvi davvero al centro dello spettacolo che state guardando?

Panasonic ha rienterpretato in maniera geniale e molto divertente questo concetto, chi avrà il coraggio di comperare un plasma Viera Panasonic?

Farsi notare con stile

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Girando in rete ho trovato una foto di alcune campagne pubblicitarie esposte su dei classici cartelloni che siamo abituati a vedere per la strada. Non ci sarebbe nulla di particolare se non fosse per il fatto che i nostri occhi vengono attirati praticamente solo da due delle campagne esposte mettendo completamente in ombra le altre.

Parliamo ovviamente del lavoro di co-advertising tra l’acqua Dasani e Swimsuit Illustrated; una tale sinergia ha centrato l’obiettivo e l’effetto è davvero incredibile. La cosa più interessante è che questa operazione ha davvero fatto in modo da imprimere nelle menti dei passanti i due marchi (o almeno uno di loro).

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Credo che l’operazione sia stata gestita meglio da Desani in quanto anche il suo sito web è in qualche modo in linea con la “doppia” comunicazione esposta sulle affissioni mentre se visitiamo il sito di Swimsuit Illustrated, niente a mio avviso riconduce alla campagna di cooperazione tra i due marchi…ma del resto questa cosa non è assolutamente necessaria.

L’idea della cannuccia che esce fuori dai bordi è invece un’idea già vista in altre campagne, la migliore di tutte forse quella delle bibite del Mc Donalds dove a fare da cannuccia, è proprio il palo che regge la struttura del cartellone…

Italia, che logo banale

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Rabbia e delusione. Ma forse c’èra da aspettarselo, in un paese nel quale speso le menti brillanti vengono messe da parte a favore dell’incompetenza.

Cosa dire, ora il nostro paese ha il suo sito web turistico che dovrà avere il compito di promuoverlo nel resto del mondo, rilanciare il turismo…e bla, bla, bla….

Ma avete visto il logo progettato per il portale? Lasciamo perdere la grafica e la pessima struttura del sito web sul quale ci sarebbe da aprire un capitolo tutto a parte che mi fa ribollire il sangue e non fa altro che darmi la conferma che in Italia non avremo mai un web di qualità. Non è un problema di bravura, oh no, questa volta ne sono più che certo…è un problema ben più grave…ma sorvoliamo…torniamo al meraviglioso logo del nostro bel paese e leggiamo come lo descrive il grande Oliviero Toscani.

Io non posso far altro che citare le sue parole, stare in silenzio, e condividere quanto detto:

È l’ennesima occasione mancata per il Paese, una operazione mal riuscita e gestita da incompetenti, un piccolo marchietto che rispecchia perfettamente l’Italia di oggi, presuntuosa e poco consistente. […] Il punto è che in questo tipo di concorsi vincono sempre le aziende come la Landor. Le agenzie tendono sempre ad accontentare i loro clienti e questo pregiudica la creatività. Mi chiedo poi quale sensibilità estetica abbiano politici come Rutelli o Prodi. Questo mi pare un marchio che punta al compromesso. La ricerca ossessiva del consenso crea mediocrità. Questo marchio comunica solo banalità..” Il Sole 24 Ore

Dopo questi anni di attesa, qualcuno la su si dovrebbe vergognare non poco.

Diesel Global Warming

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Diesel sta promuovendo un’interessante campagna di sensibilizzazione verso il riscaldamento della terra.

Le immagini della campagna pubblicitaria possono essere visionate sul sito web ufficiale della Diesel cliccando in basso a destra sull’apposita icona. L’iniziativa stessa viene promossa su un sito web apposito chiamato StopGlobalWarming.

Il dilemma della Fiat Bravo

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E’ uscita la nuova Fiat Bravo, ho visto lo spot in televisione e ho pensato che questa volta il gruppo Fiat abbia fatto centro. Sono rimasto colpito in maniera davvero piacevole: ritmo, immagine, colori, emozione. Mi è passato anche in mente che non sarebbe male come acquisto.

In seguito ho avuto modo di vedere il sito web ufficiale della Bravo: delusione!

La comunicazione del sito web è completamente disallineata rispetto allo spot tv. Il sito web, oltre alle pecche tecniche imperdonabili in un progetto come questo, nell’utilizzo di Flash, è estremamente lento e poco utile.

La introduzione al sito è lentissima, lunghissima, noiosa; potrebbe essere fatta meglio…basterebbe non far sgranare e “fliccherare” l’immagine della Bravo nell’ascensore per aumentare la qualità visiva.

Rispetto allo spot tv, il sito web da un senso di calma e tranquillità eccessiva, quasi una macchina per gite del fine settimana senza troppe pretese e non una “cattiva” da far correre, come suggerisce giustamente lo spot pubblicitario.

Bellissima e davvero ben fatta, invece,  la macchina in 3D sul sito vero e proprio e anche l’animazione non è fatta malissimo. Peccato che il contorno sia davvero inguardabile e sopratutto poco usabile. L’interazione con il sito web è minima e piuttosto monotona. L’antialiasing errato sui testi si fa notare e la leggibilità ne risente un bel pò.

Mi chiedo come mai, avendo il modello in 3D, non ci sia una sezione del sito che permetta di personalizzare la vettura almeno nella scelta del colore (la fanno solo rossa?).
Il sito in questione vuole essere una brutta copia di quello della MINI realizzato parecchi mesi fa da una nota agenzia tedesca che ha fatto davvero un bel lavoro.

La cosa incomprensibile è questo notevole disallineamento nella comunicazione on-line che si fa sentire anche con un altro sito web, realizzato per un concorso promosso dalla Fiat Bravo.

Anche in questo caso la grafica è completamente diversa dal sito web ufficiale. Si ha come la sensazione che i siti web siano stati realizzati da persone diverse che, perdonate la critica continua, non hanno fatto un gran bel lavoro.

C’è solo una spiegazione plausibile per così poca cura del dettaglio: chi lo ha realizzato ha avuto 6 ore per realizzare il tutto…scherzi a parte, mi chiedo come una agenzia a cui viene commissionato un lavoro del genere, possa prendere con tanta leggerezza la progettazione grafica della comunicazione on-line.

Make it simple stupid

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Quando si progetta una grafica e si è immersi nei meandri del design l’unica regola da seguire per un progetto di successo è fare le cose semplici, più semplici sono e più colpiranno l’obettivo.

Con semplice non intendo poco elaborato o graficamente scarso, intendo semplicemente che è necessario trovare sempre la soluzione più intuitiva e rendere le cose semplici, sopratutto per chi dovrà usufruire del servizio.

Per quanto possa sembrare facile, non è per niente semplice rendere le cose intuitive e progettare secondo la regola “Less is More” perchè la semplicità, come già detto, può voler dire anche una soluzione grafica estremamente articolata ma ciò che conta è l’impatto che questa crea agli occhi di chi guarda o di chi fruisce del servizio.

E’ necessario un equilibrio compositivo e non dimenticarsi mai di progettare sfruttando gli spazi perchè sono questi ultimi a dare respiro e creare pause assolutamente necessarie per una corretta “lettura” della composizione.

Do you speak english?

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Pay-off in inglese?

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La discussione sulla morte della lingua italiana nel business (scusate, negli affari) ma anche nella vita di tutti i giorni è ormai in atto da un bel pò di anni ed ancora oggi leggo di persone che hanno dubbi su quale lingua scegliere/usare nel concepimento di un pay-off.

La discussione più frequente e direi anche saliente, ruota intorno al fatto che la lingua inglese risulta essere più immediata e adatta in alcuni ambiti e per usare un inglesismo, più cool.

Tutto questo è parzialmente vero, la lingua inglese è più immediata e ha termini che nel immaginario quotidiano risultano essere più interessanti e ricettivi ma secondo me c’è un altra grande realtà: questi termini inglesi sono diventati ormai talmente strausati che le persone non ci fanno nemmeno caso. In Italia nella maggior parte dei casi un pay-off sentito alla radio non viene nemmeno percepito e quindi se ne perde completamente l’utilità.

 L’80% della popolazione italiana non conosce l’inglese al punto da capire immediatamente il significato di una breve frase pronunciata ad esempio alla radio, per di più, magari, in un momento in cui la nostra mente è distratta da altri pensieri mentre siamo fermi al semaforo.

La verità a mio avviso è solo una, si tende ad utilizzare la lingua inglese solo perchè apparentemente più facile, fa più “fico”e dicono che suona meglio. Ma se i nostri cari copy-writer sforzassero un pò di più le testoline, ne vedremmo delle belle!

Un pay-off in italiano corretto, studiato e partorito con difficoltà, quello si che suonerà come sinfonia per le nostre orecchie. Putroppo ci sono pochi copy-writer davvero validi. La lingua italiana è bellissima, ricca di termini e sinonimi e se utilizzata in maniera corretta i risultati sarebbero straordinari.

In poche parole l’inglese non arriva come dovrebbe, non arriva a tutti.

E’ estremamente complesso ideade un pay-off che funzioni, ma una volta trovato, farà la differenza.

C’è chi dice di scrivere un pay-off in inglese, per una maglietta da snowboard e uno in italiano, per una scatola di faggioli.
Io rispondo:”Perchè?”

Lo snowboard è più cool dei fagioli?

E’ solo un luogo comune quello che stiamo valutando, in realtà si fa molta più fatica a tirare fuori dal cilindro qualcosa di valido in italiano; è troppo facile ideare cose come:”your true life”, ma poi, la gente lo capirà? arriverà davvero il messaggio o verrà visto come un composto di lettere al quale non si sa dare nemmeno un significato, una frase vista talemente tante volte che non verrà nemmeno letta, perchè queste frasi in inglese ormai ci stanno stancando, sono presenti ovunque e quando una cosa diventa solita, abitudinaria, non ci si fa più nemmeno caso.

Un pay-off in italiano, fatto bene, arriva dritto al cuore di tutti gli italiani e non solo.

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